DOMANI
DALLE ORE 19:00 ALLE 21:00
Evento
di I Sentieri Delle
Janas
Piazza
Costituzione Cagliari
Biglietti
fb.me/e/6U1nzcGm2
Salve, siamo felici di presentarVi la nostra casa editrice: "Sa Babbaiola". Non pubblicheremo opere che abbiano come sfondo razzismo, sessismo, omofobia o incitazioni alla violenza. Aspettiamo le vostre opere, potete spedirle via mail a: sababbaiolaarrubia@gmail.com o all'indirizzo di posta: Cagliari, Via Tolmino n. 29, cap. 09010
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«Prima di tutto, lavoro e ambiente». «Una
forza di sinistra, ecologista, progressista a livello nazionale». Con queste parole Massimo Zedda, presidente del Partito Progressista, ha presentato ieri in piazza Galilei a
Cagliari l'Alleanza Verdi e Sinistra, che assieme al suo partito include Sinistra Italiana, Europa Verde, Possibile e varie reti civiche.
Nella coalizione di centrosinistra,
con un obiettivo chiaro: «Formare una sinistra ecologista organizzata nel Paese e, oltre il voto del 25 settembre, rafforzare la sinistra all'interno della
coalizione», la spiegazione dell'ex sindaco di Cagliari.
«Si creerebbe una dinamica di relazioni col
Pd: più saranno i voti a nostro favore, più sarà possibile incidere con
politiche ambientali e di sinistra». Il
programma Fra i punti
principali dell'Alleanza Verdi-Sinistra un'attenzione particolare sulla produzione energetica,
la transizione ecologica e la mobilità sostenibile. «Ci sono temi e valori che la società ha manifestato come prioritari: lavoro,
ambiente, scuola e sanità», prosegue Zedda.
«Siamo per lo sviluppo, l'ambiente e una
sanità migliore: è un messaggio contro il governo del centrodestra, bisogna cogliere
quest'occasione. È un voto come argine alla peggiore destra che potrebbe governare il Paese dal
fascismo a oggi, ma anche in risposta a chi sembra giochi col futuro dell'Italia a chi la spara più grossa». Sui temi
chiave si esprime Francesca Ghirra, capolista alla Camera: «Vogliamo proporre politiche di sinistra basate sulle esigenze della Sardegna, per ridurre il divario che
negli anni ha caratterizzato
alcune problematiche dell'Isola», specifica.
«Penso alla sanità, all'istruzione e al tema drammatico dei trasporti, interni ma anche verso l'Italia e
l'estero: abbiamo un enorme problema con la continuità territoriale. Sul caro bollette abbiamo discusso tanto, dobbiamo cercare soluzioni come per
esempio investire sulle energie
rinnovabili».
Impegno preciso Gianni Manca, capolista al Senato, si sofferma su due
temi: «La nostra sanità è allo sfascio, conosciamo tanti che devono andare a
Roma o a Milano per una visita. Poi viviamo una delle peggiori crisi
energetiche della storia recente dell'Occidente, eppure insistiamo sulla
produzione di energia con metodi tradizionali. Abbiamo bisogno di energia rinnovabile,
ma anche progetti seri e sostenibili».
In rappresentanza del partito Possibile è
intervenuta Giulia Andreozzi,
candidata alla Camera: «La nostra lista è quella che meglio saprà tutelare i diritti civili. Crediamo in una sinistra moderna che venga
rappresentata in Parlamento: ci vogliono forze ed energie senza imbarazzi e compromessi».
Francesco Agus, capogruppo in Consiglio
regionale, aggiunge: «Il Consiglio non si riunisce da mesi, nonostante gli
ospedali sardi stiano cadendo a pezzi. Grandi strutture private si sono coperte
d'oro dalla crisi della nostra sanità: l'unica cosa aumentata è la mobilità
sanitaria. E noi vogliamo sbugiardare questi partiti che ribadiscono cose già promesse
e non rispettate».
Allarme nucleare Sempre ieri, intanto, a Roma il leader nazionale dei Verdi, Angelo
Bonelli, ha presentato la presunta "mappa segreta" dei siti in cui, a
suo dire, un eventuale centrodestra di governo (ma anche il terzo polo)
vorrebbe realizzare le nuove centrali nucleari. Un elenco di 14 località in
tutta Italia, da Trino Vercellese a Chioggia, da Brindisi a Scansano Jonico: e
c'è anche Oristano. «Loro non vi dicono prima del voto dove vogliono collocare
il nucleare», ha detto Bonelli. Ironica la reazione di Giorgia Meloni, netta
quella di Carlo Calenda («fake news»). Riccardo Spignesi, Unione Sarda.
3
Settembre, Domenica ore 18:30
Teatro
Massimo
Evento di Sardegna Palestina
Pubblico · Chiunque
su Facebook o fuori Facebook
Palestina
in Sardegna - VI edizione - Poetica e Politica in Ghassan Kanafani -
Domenica
4 Settembre, h: 18.30 - Teatro Massimo, Cagliari
La
VI edizione della festa Palestina in Sardegna è dedicata all’opera dello
scrittore Ghassan Kanafani, nella ricorrenza dei 50 anni dalla sua morte.
Leader
palestinese e intellettuale impegnato, una delle figure più importanti della
cultura araba contemporanea, è stato assassinato dal Mossad israeliano l’8
luglio 1972.
Interverranno:
Samed Ismail, Alessandra Marchi e Francesco Bachis.
A
seguire: "Ingannati", racconto palestinese storia di immigrazione
tratto da "Uomini sotto il sole", di Ghassan Kanafani, con Nicola
Pannelli - Narramondo Teatro
*****INGRESSO
GRATUITO*****
Rincari alle stelle. L'inflazione non ferma la sua corsa nemmeno ad agosto e fa segnare un nuovo rialzo. Vola all'8,4% annuo, crescendo ancora di più rispetto al già elevato picco del 7,9% di luglio: un livello, quello dell'ultimo mese, che non si registrava da oltre 36 anni. Esattamente dal dicembre 1985, quando si toccò l'8,8%. La stima preliminare dell'Istat fotografa dunque un'altra fiammata dei prezzi al consumo, dovuta ancora agli energetici e in particolare ai rialzi di gas e luce a mercato libero, dove per l'energia elettrica si va ben oltre un aumento a tre cifre.
Stillicidio quotidiano Ma a salire sono anche cibo e bevande. E il carrello della spesa, che
mette insieme i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della
persona, cresce del 9,7% (dal +9,1% del mese precedente), più del livello generale
e con un aumento che, in questo caso, non si vedeva da giugno del 1984. Anche in Eurolandia l'inflazione continua a mietere record su record, toccando un nuovo primato al 9,1%
ad agosto (dall'8,9% di luglio), come indica la
stima flash di Eurostat.
Un andamento al rialzo che non può che
aumentare le preoccupazioni di famiglie e imprese. Del
resto, i dati non sono affatto rassicuranti: l'accelerazione annua dell'inflazione italiana all'8,4% (che invece sul mese sale dello 0,8%) si deve
soprattutto ai prezzi dei beni energetici (+44,9%) ed in particolare alla crescita di quelli non regolamentati (+41,6%), con l'impennata
dei prezzi dell'energia elettrica
a mercato libero (+135,9%) e del gas di città e gas naturale (nel complesso +62,5%).
Salgono però anche i beni alimentari (+10,2%; per i lavorati +10,5%). Così, attaccano i consumatori, la
stangata si fa più pesante per le famiglie: alle prese "con abnormi
rincari" di prezzi e tariffe, il Codacons calcola una maggiore spesa pari
a +2.580 euro annui per la famiglia tipo, che raggiunge i +3.352 euro annui per
un nucleo con due figli. Solo per mangiare e bere, calcola invece l'Unione
nazionale consumatori, una famiglia pagherà in media 598 euro in più su base
annua: cifra che sale a 815 euro per una coppia con due figli e a 974 euro per
chi ha tre figli.
Per Coldiretti, si sono già tagliati gli
acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 dell'11% in quantità
rispetto allo scorso anno. Con ricadute, quindi, sui consumi e sulla crescita. Secondo
Confesercenti, la corsa dell'inflazione
unita al caro bollette «rischia di produrre un pesante effetto domino sui consumi delle famiglie
e sul Pil». Confcommercio Lo scenario si riflette ormai su tutto il
sistema produttivo, sottolinea Confcommercio: la tendenza al rialzo dei prezzi «non mostra credibili segnali di rallentamento» e di questo
passo, stima, «il 2022 si chiuderebbe con un'inflazione
media prossima al 7,5%».
Al momento, sulla base dei dati Istat, l'inflazione acquisita per il 2022, ovvero quella che si otterrebbe ipotizzando una
variazione nulla nella restante
parte dell'anno, è pari a +7%. E, intanto, l'industria fa i conti anche i maggiori costi per tenere in
moto le filiere: a luglio i prezzi alla produzione registrano un aumento del 5% su base mensile e del 36,9% su base annua. Per effetto,
ancora e soprattutto, dei forti rialzi dei prezzi di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno.
Il pacchetto. Il
governo continua la corsa per mettere a punto un nuovo pacchetto di sostegni a famiglie e imprese contro il caro energia. Servirà ancora qualche
giorno, il refrain che ripetono a Palazzo Chigi e al Mef, per avere una
ricognizione delle risorse realmente a disposizione. Si attendono i calcoli
dell'andamento delle entrate anche di agosto e, soprattutto, gli incassi della
tassa sugli extraprofitti, dopo la stretta introdotta proprio con il decreto
aiuti bis a inizio agosto. Nonostante il pressing di alcuni partiti, da Fdi a
Italia Viva, e delle imprese coinvolte, per cambiare la base imponibile del
contributo straordinario, è difficile, spiega chi è impegnato sul dossier, che
si possa intervenire in modo così radicale.
Unione Sarda, 01.09.2022
skype: federico1970ca
Castello di San
Michele
(29 Agosto 1947) E’ una morte
spaventosa quella del torero spagnolo Manuel Rodriguez, che si consuma nella
Plaza de Toros di Linares. Conosciuto come Manolero, il celebre toreador viene
incornato dal toro Islaero, che gli recide due arterie. Morirà nel giro di
poche ore. Il Paese intero, sotto choc per la fine di una grande protagonista,
indice tre giorni di lutto nazionale. Ritenuto il più grande torero del mondo,
inizia ad esibirsi già all’età di 13 anni. Nel 1939 divenne torero con la
tradizionale cerimonia nella quale un torero autorizza un novillero
(principiante) a diventare matador de toros. Nato a Cordova, il 4 luglio 1917,
muore all’età di 30 anni.
Una vita predestinata, quella di
Manolete. Manolete Terzo, si sarebbe dovuto chiamare, se i toreri fossero
considerati, oltre che nella mente degli aficionados, stirpe regale. Era figlio
e nipote di toreri: il prozio, Pepete, era stato anche lui ucciso, vedi
destino, da un Miura. Suo padre Manuel Rodriguez era torero. Sua mamma,
Angustias Sanchez, aveva avuto non uno ma due mariti matadores: il primo,
Lagarttijo Chico, morto giovane di tubercolosi. Unico maschio, conteso da
cinque sorelle, Manuel sarebbe nato il 4 luglio 1917 e cresciuto in un sobborgo
di Cordova, el barrio de la Mercedes, in cui, ad aver talento, non si poteva
sfuggire al destino del "toreo".
Dignitosamente povero, dopo la
scomparsa del padre, i suoi primi contatti con i tori sono rappresentati da due
teste impagliate appese in sala, Sardinero e Botinero, uccisi dal primo e dal
secondo marito di mamma Angustias che, la si può capire, non favorirà certo la
scelta del figlio. Intorno ai sei anni, i geni taurini si risvegliano alla
vista di un' immagine di corrida, fatale al valenciano Manolo Granero. A
scuola, Manuel non partecipa, come tutti, ai giochi di palla, calcio e pelota.
Solo in un angolo, disegna, sempre più spesso, tori. Non tarderà a legarsi d'
amicizia con un ragazzo più grande, Domingo Roca, che vuole diventare torero.
Sinché, la povera scorata Angustias si troverà ad ascoltare la temuta frase:
«Quiero ser torero», voglio essere torero.
Diventa ben presto una star delle
arene del Paese, da Siviglia ad Alicante, da Bilbao a Barcellona. E dal 1945,
la sua fama si estende anche all’estero, con viaggi in Messico, Perù,
Venezuela, Columbia. Il 16 luglio del 1947 tenne il suo ultimo spettacolo a
Madrid. Il 28 agosto La Plaza de toros di Linares può contenere
diecimilacinquecento spettatori. Ce n' erano altrettanti fuori dall' arena, il
28 agosto del 1947, per una corrida che vedeva riuniti i più grandi matadores
dei tempi - forse di tutti i tempi -: Gitanillo de Triana, il ventenne Luis
Miguel Dominguin, e sovrattutti Manuel Rodriguez Sànchez, universalmente
conosciuto con il soprannome di Manolete. Lo spettacolo - ma forse è meglio
dire la cerimonia - ebbe inizio alle cinque e mezza de la tarde, del
pomeriggio. I tori sono all' altezza dei toreri, provengono dal famoso
allevamento Miura.
Manolete viene trasportato all'
ospedale di Linares, mentre il corpo di Islero è già stato squartato, e
venduto, carne da macello. Alle otto di sera, finalmente, il ferito riprenderà
coscienza, l' arteria femorale lacerata, e aprirà bocca per lamentarsi del gran
dolore. Dopo un' altra trasfusione, si addormenterà, per risvegliarsi nel mezzo
della notte e domandare al suo agente: «Mi hanno dato le orecchie?». «Certo. E
la coda». Dopo qualche minuto è il matador Rafael Ortega ad entrare, e a
sentirsi dire: «Vedi come sono ridotto. Ho la forza di un neonato». Non riesce
ad addormentarsi, Manolete. Gli concedono una sigaretta, lo informano che,
fuori dalla stanza, attende licenza di entrare la sua amante, Lupe Sino. Dopo
un attimo di incertezza, Manolete fa segno di no. Nel tentativo di lenirne le
sofferenze e di dargli un poco di forza, i medici gli praticano una trasfusione
di plasma. è scaduto, e concorrerà probabilmente a ucciderlo. La morte di
Manolete lacerò profondamente l'opinione pubblica spagnola, e il Generalísimo
Francisco Franco dichiarò tre giorni di lutto nazionale.
In preparazione dell'assemblea generale del 4
settembre a Bauladu, il gruppo territoriale Barbàgia-Baronia di A Foras si
incontrerà venerdì 26 agosto alle 17 presso il circolo Sa Bena in via San
Martino a Nuoro.
Sarà un'occasione per discutere delle iniziative
previste per i prossimi mesi contro l'occupazione militare e per poter dare il
proprio contributo alla loro realizzazione.
In unas cantas pimpirias, in televisione, apo contau s'istoria sa literadura, sa poesia sarda. - in sa de tres chistionende de s ...