lunedì 3 gennaio 2022

Il complesso nuragico di Neulé – Dorgali (Nuoro). Di Natalia Guiso (Naty Guì Nuraviganne)


 

Il viaggio di cui vorrei parlarvi è stata una meravigliosa sorpresa, inaspettata. Premetto che stavamo cercando un altro posto; raramente capita, ma quando non trovi la meta designata è veramente frustante, ma madre terra ti ripaga sempre... Decidiamo di vedere un sito nello stesso comune. Seguiamo la cartellonistica e le indicazioni ed arriviamo sul luogo, parcheggiamo, scendiamo dalla macchina e prima di poter entrare, giustamente, troviamo la scritta richiudere grazie, in = sa jacca (un cancello diciamo).

 

Superando sa Jacca non avrei mai immaginato di trovare un luogo così INCREDIBILE , mi emoziono nel solo rivivere mentalmente quel complesso, non posso trasmettere tramite queste parole le sensazioni che ho provato, la gioia e l'amore della scoperta, nonostante sia uno degli anni più pesanti, sotto ogni punto di vista, i siti mi regalano sempre amore. Cercherò tramite le mie umili competenze e i miei occhi e sensazioni di mostrarvi questo luogo incantato, molto misterioso.

 

Percorso un breve sentiero, incontriamo un nuraghe monotorre. Vi entriamo, la finestrella di scarico si trova molto più in alto dell'architrave, forse così distante non ne avevo mai viste, il corridoio sembra costruito con la tecnica a piattabanda, sulla destra c'è una nicchia absidata, profonda, sulla sinistra, invece, dei crolli che ci mostrano in modo parziale quel che doveva essere un imponente scala elicoidale, a cui però non vi si può accedere.

 

Il nuraghe ha tre nicchie, la tholos è crollata, è interrato credo per un metro e mezzo o due. I filari sono grossomodo posizionati in maniera molto lineare e le pietre sono abbastanza. Usciamo e dall'esterno ci rendiamo conto che rispetto all'interno è estremamente grande. Ne percorriamo il perimetro e dietro il nuraghe troviamo una grossa capanna, ci avviciniamo ed entrandovi vediamo nel lato sinistro tre piccole nicchie. Fotografando ci rendiamo conto che dietro c'è un altra struttura, sembra rettangolare, forse un tempietto, non credo ai miei occhi, nonostante penso sia stata riutilizzata come casa ha esattamente la forma di un tempietto, perlomeno da quel che poi riusciremo a vedere dal drone per la forma.

 

All'interno c'è un piccolo architrave che ci mostra una nicchietta, anche se riempita. Sono sbalordita, tre ambienti meravigliosi, vicinissimi, ma dovrebbero essere costruiti, almeno il tempietto se di un tempietto si tratta, in epoca diversa. Dopo aver perlustrato, esserci fatti tremila domande, ci accingiamo a vedere la fonte, osservandola dalla parte posteriore notiamo una sorta di recinto sulla sinistra, inoltre possiamo notare due enormi lastroni infissi a terra in mezzo a tanta erba, tra i due ahimè sta crescendo un albero, faccio il giro e sul lato sinistro sembrerebbe ci fossero forse delle scale che scendevano verso la pozza, in cui c'è un filo d acqua, ci sono altri due massi enormi ma faccia a terra (sembrerebbe), potevano essere in posizione dritta ho pensato, formando quindi una sorta di recinto con lastroni enormi, perché dietro uno di questi si vede il residuo di altra d'acqua della pozza.

 

Il recinto che circonda la fonte da un lato ha un entrata. In mezzo al recinto, c'è come una sorta di dolmen, cosa sarà stato? Nonostante la somiglianza a questo, non avrebbe senso, magari serviva per far uscire l'acqua, c'è troppa vegetazione purtroppo. Scendo e incontro un’altra muraglia , con infisso un enorme lastrone, nel basso sembra di intravedere uno scolo, non riesco a capire cosa sia, sto impazzendo dalla curiosità, un luogo dalle mille fattezze e stranezze.

 

Trovo parecchie ceramiche in una sorta di stradina e tutto intorno altre capanne, con il drone riusciamo a vederne davvero tante. Un sito incredibile, stupendo... spero prima o poi venga indagato, purtroppo non ho trovato notizie, penso non sia mai stato studiato. Un posto che anche adesso che scrivo mi fa venire le lacrime dall'emozione. Se qualcuno potesse darmi notizie ne sarei felice, io ho cercato, ma a parte leggere di un nuraghe e di fonte, non c'è nulla di più. Ringrazio il comune e il padrone del fondo per la gentilezza nel lasciare che i visitatori possano ammirare tale luogo. Spero al più presto venga tutelato ed indagato, e spero anche che i propietario/i ne possano avere giovamento vista la gentilezza.

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Di Natalia Guiso (Naty Guì Nuraviganne)

Il virus non si ferma, su i ricoveri Quasi 10mila sardi in isolamento


 

Altri 675 casi di contagio nell'Isola, su 3.047 persone testate. Numeri che proiettano verso quota 10mila le persone in isolamento domiciliare (ieri 611, in totale sono 9.116); mentre si contano due vittime: un 68enne e un 72enne della provincia del Sud Sardegna. Nuova impennata. L'avanzata della variante Omicron spinge l'impennata della curva epidemica e con l'aumento dei positivi porta inevitabilmente all'aumento dei ricoveri, Niente a che vedere, grazie ai vaccini, rispetto ai numeri dell'anno scorso, ma la contagiosità di questa nuova variante comincia comunque a far sentire la sua pressione anche sugli ospedali. Ieri sono stati 17 i nuovi ingressi nei reparti Covid di area medica (dove in totale i degenti sono 159), e due in terapia intensiva (17 i pazienti assistiti). Una pressione che pian piano, nonostante il veloce turn-over soprattutto nei reparti ordinari, rischia di avvicinare l'Isola alla linea della zona gialla.

 

La mappa dei colori. Intanto da oggi saranno in tutto dieci le regioni in zona gialla. È lo specchio di un'impennata del tasso di positività, dal 13 al 22%, e i ricoveri che crescono in otto regioni, con la Liguria prima ad avvicinarsi, dopo mesi, nuovamente alla zona arancione, uno scenario sempre più prossimo in Italia. Nelle ultime 24 ore il virus ha fatto il suo ennesimo balzo e il governo è già al lavoro per trovare una quadra, che non si annuncia facilissima, sui prossimi provvedimenti che saranno discussi in Cdm mercoledì.

 

Anche se non c'è ancora un calendario definito sulle misure in cantiere, al tavolo del Consiglio dei ministri approderà la discussione sull'estensione del super green pass nel mondo del lavoro. L'ulteriore stretta Autorevoli esponenti del Pd, sulla scia delle richieste di sindacati e Confindustria, vanno oltre e puntano, cercando l'appoggio di Forza Italia e M5S, a incassare da subito la misura dell'obbligo vaccinale dai 18 anni in su per tutti. Una stretta definitiva ai no vax, che trova d'accordo lo stesso coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, secondo il quale le condizioni sono mature per questo tipo di provvedimento.

 

Ma nell'esecutivo non pare siano previste fughe in avanti: il dibattito è aperto e la riflessione è in corso, però l'unica misura su cui potrebbe esserci un accordo certo già da subito è l'estensione dell'obbligo del certificato verde rafforzato agli impiegati della pubblica amministrazione. Nella categoria del lavoro privato, invece, ci sarebbero alcune complessità da superare e per questo sarà necessario consultare sindacati e imprese poiché il governo intende giungere a scelte il più condivise possibile. Non è dunque detto che la soluzione arrivi entro il 5 gennaio.

 

I posti letto. Tecnici e mediatori della politica saranno in ogni caso al lavoro da subito, perché il virus corre. Con l'ultimo bollettino (61.046 nuovi casi e 133 i morti in un giorno), i primi dati del week end di Capodanno appena passato registrano numeri giornalieri dei contagi più bassi, in linea con il calo fisiologico delle cifre nei fine settimana. Ma pur essendo relativamente limitato il numero dei tamponi, "solo" 278.654 test, il tasso di positività schizza ora al 21,9% e i ricoveri ordinari sono stati quasi 500 in più in 24 ore. L'analisi dell'Agenas lo conferma: in un giorno le percentuali dei posti letto occupati nei reparti in area non critica o in terapia intensiva, a seconda dei casi, sono salite in otto regioni: in Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Sicilia, Toscana, Umbria e Liguria.

 

I dati attesi. Quest'ultima potrebbe presto passare in zona arancione, con il 22% dei posti occupati per Covid in rianimazione - oltre la soglia limite del 20 - e il 28% nei reparti ordinari, a soli due punti percentuali dalla soglia limite del 30. Nelle prossime due settimane, secondo il report dell'Istituto Superiore di Sanità - in tutta Europa sono previsti un aumento del tasso di notifica dei casi di Covid, stabili tassi di ospedalizzazione, una diminuzione nei tassi di ricovero in terapia intensiva e tassi di mortalità stabili. E diventa sempre più una certezza l'efficacia della copertura del booster contro Omicron.

 

 

 Articolo “L’unione Sarda,” 03.01.2022

Federico Marini

marini.federico70@gmail.com

skype: federico1970ca

 

domenica 2 gennaio 2022

(02 Gennaio 1960) Muore Fausto Coppi, uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi


 

"Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi". (Mario Ferretti, radiocronista)

 

(02 Gennaio 1960) Muore Fausto Coppi, uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi. Ha soltanto quarant’anni. A uccidere “l’uomo solo al comando” è il virus della malaria, contratta dopo una battuta di caccia in quello che allora era chiamato “Alto Volta” (poi divenuto “Burkina Faso”). Il Giro del 1947, le grandi stagioni del 1949 e del 1952, il Mondiale del 1953, lo hanno reso una leggenda, in un momento in cui l’Italia aveva la necessità di “eroi positivi”. Il campionissimo se ne va per un banale errore medico, e il cordoglio per la sua morte accomunò un’intera nazione.

 

 Soprannominato "l'Airone", Coppi è considerato uno dei più grandi e popolari atleti non soltanto del ciclismo ma di ogni sport. Tra le sue qualità sportive si ricordano soprattutto le formidabili “scalate” nei passi di montagna più faticosi, dove era in grado di distaccare i suoi rivali con un viso sereno, come se non sentisse una fatica che probabilmente era terribile.

 

 La sua rivalità con l'altro campione italiano, Gino Bartali, divise il popolo italiano nell'immediato dopoguerra (anche per le presunte posizioni politiche dei due: Coppi definito comunista, Bartali, democristiano). Celebre nell'immortalare un'intera epoca sportiva è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta d’acqua, mentre scalavano una vetta del Tour de France del 1952. Non si saprà mai chi dei due "passava" la bottiglietta: Bartali, intervistato sulla questione, si rifiutò sempre di dare la sua versione del fatto. Infatti la realtà era un’altra: nonostante i giornali li dipingessero come acerrimi nemici, i due campioni erano accomunati da un reciproco affetto.

 

Fausto Coppi nasce a Castellania, in provincia di Alessandria, il 15 settembre del 1919. Il padre era un agricoltore, e Coppi crebbe in una dignitosa povertà. Decise immediatamente che non avrebbe seguito le orme del padre. A tredici anni faceva il salumiere a Novi Ligure, così nacque quasi per caso il suo grande amore per il ciclismo. Proprio con la bicicletta percorreva il tratto di strada che separava Castellania dal suo luogo di lavoro. Viene così segnalato a Biagio Cavanna, un abile scopritore di talenti (fu lui a scoprire un altro campione, Costante Girardengo, vincitore per due volte del Giro d’Italia e reso celebre dalla canzone di Francesco De Gregori “Il Bandito e il campione”)

 

Nel 1940, al suo esordio al Giro d'Italia, vince fra la sorpresa generale. Ha 21 anni quando Mussolini chiamò alle armi l’Italia fascista; era il 10 giugno 1940 e Coppi combatté nella guerra del Nord Africa, dove dovette scontare una lunga ed opprimente prigionia e non poté salire su una bicicletta per diverso tempo.

 

 Quando la guerra finisce, ricomincia a vincere. Nel 1946, ingaggiato dalla Bianchi, vince la Milano-San Remo. L'anno dopo, il suo secondo Giro d'Italia. Diventa ricco ma è un eroe “accessibile.” Come scrive Gianni Brera, Coppi faceva parte di quella generazione di contadini che diventano ricchi, ma nonostante ciò restano umili e non perdono l’educazione e il rispetto per il prossimo. Nonostante il carattere fosse riservato, per i suoi sostenitori non era difficile avvicinarlo. Solo un fatto fu stigmatizzato da un’opinione popolare allora perbenista, ovvero la sua relazione extraconiugale con Giulia Occhini (la c.d. “dama bianca”) che costrinse la stessa a subire un mese di carcere. Infine i due si sposarono in Messico ed ebbero un figlio, Angelo Fausto Coppi.

 

Nonostante queste tribolate vicende private Coppi di riprende la scena: nel 1949 vince tutto: la Milano-San Remo, i giri di Romagna, del Veneto e di Lombardia, il campionato italiano su strada e quello mondiale d'inseguimento. Ma soprattutto porta a termine una delle più incredibili imprese sportive di tutti i tempi: l'accoppiata Tour de France e Giro d'Italia. Nasce così il mito del 'campionissimo'. Ripete la stessa impresa nel 1952, e nel 1953 vince il Giro d'Italia per la quinta e ultima volta.

 

18 Gennaio, “Connessioni noir.” Carlo Lucarelli presenta "Léon", Einaudi.


 


 

Evento online ore 18:30, Mercoledì

 

Evento di Libreria Ubik Irnerio, Libreria Rinascita Sesto Fiorentino 

Mercoledì 18 gennaio ore 18.30 Carlo Lucarelli ospite di Connessioni Noir con "Léon", Einaudi.


L'Iguana, il più feroce fra i serial killer, è scappato. La notizia è di quelle che fanno davvero paura: ora la sua ossessione potrebbe essere vendicarsi della poliziotta che lo aveva arrestato. Torna Grazia Negro. E con lei Simone, il ragazzo cieco di "Almost Blue".
Dialogano con l'autore i librai di Bologna, Catanzaro, Savona e Sesto Fiorentino.


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Perché Berlusconi non può essere "nemmeno proposto" come Presidente.


 

Berlusconi non può essere “nemmeno proposto” come Presidente della Repubblica, perché durante i suoi governi sono stati cancellati i diritti dei lavoratori, ha creato decine di tipologie contrattuali che hanno come fine unico il continuo ricatto del lavoratore, ha sminuito la forza dei sindacati nella contrattazione collettiva, facendo credere ai lavoratori di essere “imprenditori di se stessi.” Tutto questo, senza creare nessun posto di lavoro, anzi.

 

Berlusconi non può essere “nemmeno proposto” come Presidente della Repubblica, perché sempre durante il suo secondo governo, iniziato nel 2001, ha appoggiato una guerra criminale nel Medio Oriente, rendendo quell’area una polveriera i cui effetti si mostrano tutt’oggi, costringendo migliaia di persone a fuggire da paesi dove dominano instabilità e violenze, dove i popoli vivono in uno stato di guerra che sembra non vedere una fine. È stato oggettivamente responsabile dei fatti accaduti durante il G8 di Genova, dove cittadini innocenti sono stati picchiati, umiliati, vessati da forze dell’ordine incentivate anche dai suoi violenti e avventati discorsi.

 

Durante il Governo Prodi bis è stata accertata la compravendita di politici per passare nel suo schieramento. Nel suo terzo Governo iniziato nel 2008 ha utilizzato i suoi mass media per distruggere moralmente e politicamente i suoi avversari politici (su tutti il caso Boffo), è arrivato a baciare le mani a un sanguinario dittatore davanti a tutto il mondo, ha tentato d’inserire (fortunatamente riuscendoci solo in parte) delle vallette in organismi politici.

 

Soprattutto, attraverso i suoi mass media, ma anche grazie all’utilizzo irresponsabile del servizio pubblico, ha introdotto nel tessuto sociale italiano un sistema di disvalori fatto di consumismo, individualismo, carrierismo esasperato, materialismo. Di fatto, ha legittimato l’evasione fiscale e delegittimato la giustizia.

 

Questi sono tra i motivi per cui Berlusconi non può essere nemmeno proposto come Presidente della Repubblica: soprattutto il messaggio verso le nuove generazioni sarebbe devastante. In tutto questo non è tollerabile l’atteggiamento di quegli organi d’informazione, non solo di destra, che stanno spostando il dibattito non tanto sulle sue responsabilità politiche, quanto piuttosto sulla sua condotta morale. Com’è accaduto anche nel passato, il centro sinistra sta pericolosamente cadendo nella trappola, dove i comportamenti individuali di Silvio Berlusconi si travestono in discussioni sulle libertà individuali del singolo cittadino. Com’è già accaduto il dibattito passa dalla politica a un referendum nazionale sulla persona di Berlusconi, scadendo così in secondo o terzo piano le sue responsabilità politiche, i suoi drammatici errori in politica estera e nel suo atteggiamento accondiscendente verso quei poteri “oscuri” da sempre presenti nel nostro tessuto sociale, politico, economico.

 

Spero che la sinistra non cada in questo ennesimo errore. Silvio Berlusconi deve essere considerato per la sua storia politica, non per la sua storia personale. Il dibattito sul futuro Presidente della Repubblica non può diventare una questione di Gossip.


Vincenzo Maria D’Ascanio


Temussi (Ats): «Impossibile fermarla». Rubino (Aou): «47 su 92 positivi» Omicron inarrestabile: «Presto sarà dominante»


 

La brutta notizia è che la Omicron l'abbiamo in casa e non più con casi sporadici. La buona notizia è che il vaccino regge bene e non si spaventa per la nuova variante. «I casi stanno aumentando anche in Sardegna - ammette Massimo Temussi, commissario dell'Ats - e presto l'Omicron diventerà prevalente. Sta avvenendo un po' in anticipo, avevamo previsto una diffusione massiccia verso gennaio. Ma una volta che la variante arriva, la sua diffusione è inevitabile».

 

Il 25 e 26 dicembre la struttura complessa di Microbiologia e virologia dell'Aou di Sassari, diretta dal professor Salvatore Rubino, su 92 campioni positivi ne ha individuato 47 compatibili con il profilo Omicron, 33 casi Delta e 12 non identificabili perché a bassa carica virale. In Sardegna salgono così a 53 i casi riconducibili all'ultimo travestimento del virus.

 

Presto sarà prevalente. «Arriveremo ad avere la Omicron come variante prevalente - dice ancora Temussi -, però il fatto che non "buchi" il vaccino ci fa stare tranquilli. Inoltre registriamo un aumento del numero di persone che si vogliono vaccinare, anche con prima dose».

 

Misure particolari? «Cercheremo di mettere in campo un tracciamento più aggressivo, anche se con l'aumento dei casi ci si trova di fronte a un problema di carenza di personale».

 

Personale sanitario. Un aumento della positività potrebbe coinvolgere anche il personale sanitario e quindi creare problemi di operatività negli ospedali. Il commissario dell'Ats per ora non si fascia la testa: «L'aumento dei contagi per ora non sta incidendo in maniera sensibile sul personale sanitario. Il nostro modello, articolato in ospedali Covid e non Covid, ha dimostrato di funzionare. Sfrutteremo meglio il Marino di Alghero, per decongestionare l'Aou di Sassari e siamo in attesa di risposte dal Mater Olbia».

 

L'attività di ricerca, intanto, prosegue. All'Aou di Sassari i campioni sono stati analizzati attraverso un test di pre-screening (real time Pcr), che consente di identificare il tipo di variante e che necessita però di una ulteriore conferma con analisi di sequenziamento.

 

Contagi di rientro. I campioni positivi sono riconducibili in gran parte a contatti di cittadini rientrati nell'isola per le festività natalizie, provenienti da diverse località tra le quali Inghilterra, Spagna e regioni del nord Italia come Lombardia e Piemonte.«Ci aspettiamo che in questo periodo di festa la variante Omicron abbia una accelerata - commenta il professor Rubino - e questi casi sospetti potrebbero già dimostrare che sta circolando nell'isola».

 

«Ai primi di dicembre la variante Delta in Sardegna era ancora prevalente al 90 per cento - prosegue il docente - ma progressivamente nel tempo, come sta già succedendo nel nord Europa, la Omicron diventerà la variante prevalente. Dovremo aspettare il prossimo survey di gennaio per avere una fotografia più nitida della situazione».

 

«La Delta, al momento, è quella che ci preoccupa, perché molte persone che sono ricoverate in terapia intensiva o in Malattie infettive hanno contratto questo tipo di mutazione del virus. È anche vero, però, che la Omicron, che sembrerebbe meno virulenta, avrebbe contagiato anche cittadini con doppia dose di vaccino.

 

«Ecco perché - esorta Salvatore Rubino – in questo periodo di festa non dovremmo scordarci le precauzioni che dobbiamo utilizzare tutti i giorni, come il distanziamento e l'utilizzo della mascherina, così da non far circolare il virus».

 

Sono attesi per il 28 dicembre i risultati del sequenziamento dei 7 casi sospetti individuati prima delle festività natalizie. Un ottavo caso su cui si nutrono dubbi è invece in fase di sequenziamento nei laboratori dell'Aou di Cagliari.

 

Le accuse. Ma la gestione di questa fase della pandemia, secondo l'opposizione in consiglio regionale, manifesta delle lacune. Ad attaccare la Giunta è Francesco Agus dei Progressisti: «La capacità reattiva della Regione a Omicron si dimostra totalmente inadeguata». Secondo Agus «bisogna potenziare vaccinazione, tracciamento e operatività dei pronto soccorso» mentre «in queste ore l'attenzione della Giunta è concentrata sulle nuove nomine delle aziende sanitarie. Ci auguriamo che, se non altro, finalmente si riporti un minimo di certezze e di continuità in un sistema stremato da due anni e mezzo di commissariamenti ingiustificati e dannosi.

 

In primo luogo siamo in ritardo con le terze dosi. Migliaia di cittadini sardi che hanno fatto la seconda dose da più di quattro mesi hanno un appuntamento prenotato, da tempo, per fine gennaio o per febbraio. Servirebbero più punti vaccinali e più medici ma ancora l'Ats non ha reclutato nemmeno quelli che attraverso le agenzie interinali avevano partecipato al bando dando la loro disponibilità».Sul tracciamento Agus denuncia: «il sistema dei tamponi e delle diagnosi precoci è andato in tilt» e sulla gestione dei

positivi sintomatici «l'aumento dei casi dovrebbe imporre di rivedere il sistema dei Pronto Soccorso, già in gravissima crisi»

 

Di Roberto Pretetto

 

 

      Articolo “La Nuova Sardegna,” 30.12.2021

Federico Marini

marini.federico70@gmail.com

skype: federico1970ca

 

S’Istoria sarda in limba sarda. Di Francesco Casula.

  In unas cantas pimpirias, in televisione, apo contau s'istoria  sa literadura, sa poesia sarda.  - in sa de tres chistionende de s ...