lunedì 25 ottobre 2021

Sassari e Cagliari respirano nessun contagio dopo mesi


 


 

Cinque casi e, soprattutto, nessuna vittima. L'ultimo bollettino diffuso dalla Regione è un pezzo raro, anche perché i cinque contagi sono localizzati ad Oristano, quattro, e nel Sud Sardegna, uno. Significa che le caselle della provincia di Sassari e della Città metropolitana di Cagliari sono rimaste vuote. Un evento di cui è difficile trovare precedenti da quando la pandemia ha acceso i meccanismi dei conteggi ripetuti quotidianamente. L'ultima volta che Sassari non ha aggiunto nuovi positivi al novero dei contagi era il 26 giugno scorso, quando nel cagliaritano era stata però rileva una nuova positività.

 

Per trovare il bianco nella casella della Città metropolitana di Cagliari è necessario fare un salto indietro nel tempo di più di un anno, ovvero all'agosto del 2020. Ossigeno per gli ospedali. Le buone notizie non si limitano al crollo dei contagi ma devono essere aggiornate anche grazie alla conseguente e ridotta circolazione virale che attualmente interessa l'isola. Con un tasso di positività vicino alla soglia dell'azzeramento, figlio di 5.668 test processati, tra molecolari e antigenici, su 974 persone testate, anche i reparti ospedalieri possono allontanare l'emergenza. La dimostrazione è nei nuovi dati che fotografano un numero dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 7 in tutta l'isola, mentre sono 45 i pazienti in area medica, otto in meno di quanto comunicato nel bollettino precedente.

 

Il principale indiziato come responsabile del crollo dei contagi è chiaramente il vaccino, e la Sardegna dopo una partenza a singhiozzo ha recuperato il terreno perduto piazzandosi stabilmente nel gruppo dei migliori, al punto da superare la media nazionale delle vaccinazioni ogni 100mila abitanti: 149.722,6 in tutta Italia, 154.051,7 in Sardegna. L'isola spicca anche nelle inoculazioni sui giovanissimi, arrivata al 73,55 per cento contro una media nazionale del 66,17 per cento e superando anche regioni come la Lombardia, che al momento è dietro di un punto percentuale. Percentuali molto alte sono state raggiunte anche tra i completamente vaccinati delle fasce più a rischio, 90,75 per cento nella fascia compresa tra i 70 e i 79 anni, 88,5 per cento tra gli over 80 ma anche 87,67 per cento tra i 60 e i 69 anni. Restano attardate le altre fasce d'età, anche se con circa 30mila persone in attesa di ricevere la seconda dose, probabilmente convinti all'ultimo dall'obbligo di green pass imposto dal Governo da metà ottobre.

 

I nuovi rischi. Prima di stappare le bottiglie buone c'è però da fare i conti con il passato, l'isola è già stata sostanzialmente covid free per poi ripiombare nell'incubo dei contagi fuori controllo in un amen, e con il futuro, perché le notizie che arrivano dall'estero lasciano presagire un autunno a rischio. Il virus continua preoccupare l'Inghilterra e sostanzialmente tutti i paese dell'est dell'Europa.

 

Le autorità sanitarie britanniche tengono sotto stretta osservazione una nuova mutazione della variante Delta del virus SarsCoV2, nominata "AY.4.2., che sta causando un numero crescente di infezioni nel Regno Unito. Tuttavia, secondo Sergio Abrignani, ordinario di Immunologia all'Università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico, sono diversi gli aspetti da valutare: «A partire dalla trasmissibilità, ovvero qualsiasi variante che sia più trasmissibile della Delta tenderà a prendere il sopravvento, ma questa AY.4.2 non lo è». Per poi aggiungere un altro aspetto oggetto di valutazione: «Se a parità di trasmissibilità la Delta Plus sfugga di più al sistema immunitario e quindi anche ai vaccini. Ma non ci sembra sia questo il caso».

 

di Claudio Zoccheddu

 

 

Articolo “La Nuova Sardegna,” 25.10.2021

Federico Marini

marini.federico70@gmail.com

skype: federico1970ca

venerdì 22 ottobre 2021

Tomba di Giganti S’Armulatha (irgoli) Di Naty Guì nuraviganne, Natalia Guiso.


 

A volte non mi documento sui siti che andremo ad esplorare, perché voglio godermi quella sensazione di meraviglia e stupore nella sua interezza. Sembrerà strano per chi non mi conosce, sentire queste parole, ma ringraziando Dio, l'universo.

 

Nonostante abbia avuto la fortuna di esplorato 400 siti, ogni volta è una nuova emozione, una scoperta, ed un piccolo elemento del puzzle della storia dei nostri avi da unire.

 

Il sito di cui vorrei raccontarvi oggi, si trova in territorio di Irgoli. Dopo aver percorso alcuni metri rispettando rigorosamente l'accesso, mi trovo davanti a me una grossa e spesso lastrone. Nei bordi, si può ammirare l'accuratezza della lavorazione, è lei... la bellissima stele centinata, sembrerebbe bilitica, la prima parte ha il piccolo portello d'accesso, la seconda ha la base dritta e la parte superiore a forma di semiluna, accuratamente lavorata nel duro granito.

 

Non posso spiegare l'emozione che suscita in me la bellezza della stele, purtroppo è stata spaccata in più punti. Sulla sinistra proseguendo si può vedere un accenno dell' esedra, piú avanti si può ammirare il corridoio costruito con la tecnica a filari, le pietre non sono grandi, ma la copertura sembrerebbe a piattabanda, in posa ci sono ancora le pietre di chiusura del corridoio. La tomba si trova immersa nella natura e tutto intorno da colli e montagne.

 

L'avventura continua ...

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Ph:NG - FC.

 

Naty Guì nuraviganne, Natalia Guiso.

Un futuro green per le strade sarde.


 


La Sardegna si prepara a vedere realizzate nei prossimi anni numerose opere grazie ai finanziamenti di oltre 4 miliardi e 200mila euro previsti dal Pnrr e dalla nuova programmazione comunitaria. Strade, ferrovie e aeroporti sempre più green caratterizzeranno il Paese per un valore degli investimenti previsti che si aggira intorno ai 100 miliardi di euro.

 

L'Isola grazie alle sue peculiarità e a una grande concentrazione di materiali alternativi si appresta a diventare il luogo dove sperimentare e diffondere buone pratiche di economia circolare e sostenibilità. Una sfida che coinvolge ingegneri, geologi, studenti e studentesse dell'Università di Cagliari, che saranno chiamati a progettare e realizzare le infrastrutture di trasporto e che potranno interagire con il mondo delle professioni e delle pubbliche amministrazioni, oggi in trasformazione.

 

L'idea «La Sardegna vive una stagione speciale perché ci sono tantissimi interventi in corso», spiega Mauro Coni, ingegnere e docente universitario a Cagliari nonché referente del comitato scientifico Sardinia Green Road, «le nostre strade ora devono essere fatte con tecnologie green.

 

È necessario per questo un ripensamento verso le vecchie progettazioni e un approccio diverso e innovativo da parte di tutti i soggetti coinvolti». Università, Istituzioni, Anas, enti gestori in maniera sinergica hanno già in campo tante realizzazioni che possono trasformare in innovazione al servizio della Sardegna.

 

«L'ultimo esempio è tangibile nella strada di Tertenia. Il materiale utilizzato aveva un piccolo difetto. L'Anas davanti a queste criticità chiede la demolizione, producendo più rifiuti, ma anche più costi. Invece, ci siamo inventati un micro tappeto fatto con il grafene, un materiale innovativo, enormemente preformante che ha permesso non solo di ripristinare il manto, ma anche di aumentare la capacità di durata della strada nei prossimi anni».

 

L'incontro Il convegno Sardinia Green Roads ospitato ieri nell'Aula Magna della facoltà di ingegneria a Cagliari ha visto confrontarsi numerosi professionisti proprio sui temi della progettazione e delle tecnologie innovative. «Si stanno sperimentando nuove metodologie anche con l'utilizzo di materiali particolari per proporre un pacchetto ecosostenibile al 100 per cento», sottolinea Achille Rilievi, della direzione generale Anas, «l'obiettivo è utilizzare tutti i prodotti presenti in loco: in Sardegna stiamo cercando di capire quali potrebbero essere i campi prova per riutilizzare materiali come calce o granito».

 

Un cambiamento di intervento che però richiede anche alle amministrazioni di essere pronte ad agire. «La Regione ha progetti ambiziosi, molti dei quali già avviati», afferma Aldo Salaris, assessore regionale ai Lavori pubblici, «l'obiettivo è quello di garantire ai sardi una rete stradale efficiente, sicura, veloce e sostenibile. Gli strumenti di pianificazione e programmazione devono essere modellati e plasmati per uno sviluppo green».

 

Francesca Melis




Articolo “Unione Sarda,” 22.10.2021

Federico Marini

marini.federico70@gmail.com

skype: federico1970ca

giovedì 21 ottobre 2021

Giornalismo o avanspettacolo? Di Giovannimaria – Mimmia - Fresu


 

Non desta più stupore questa stampa incolta e questo giornalismo dilettantesco che non distingue più l’informazione dall’avanspettacolo. Lo ha scritto anche una autorevole corrispondente di guerra della Rai, Lucia Goracci: “se i vaccinati sono oltre l’80% e i no-vax meno del 20%, com’è che in televisione ci sono sempre e solo loro?”.

 

Giornali è tv in processione dietro cortei no-laqualunque, con interviste a curiosi personaggi che pronosticano la morte dei vaccinati entro due anni; altri che parlano della mafia farmaceutica (senza rendersi conto, né gli invasati né i giornalisti, che alle case farmaceutiche conviene più un imbecille che spende 30€ la settimana per comprare tre tamponi, anziché 20€, a spese dello Stato, per due vaccini che durano 8/9 mesi); ora hanno raccontato, beatificandolo, dell’esistenza in natura di un nuovo guru della piazza negazionista di Bologna.

 

Hanno scritto il suo nome, il titolo di studio, hanno specificato che segue la medicina olistica, che si circonda di frasi di Gaber e degli Inti-Illimani; di questo arruffapopoli hanno pubblicato le foto (capello lungo messianico con effetto bagnato); uno che per un’ora, dopo ogni frase chiudeva col grido “vergogna”, che poi gli adepti ripetevano tre volte come una giaculatoria; dove Draghi era “Grisù”, Mattarella un rincoglionito da pensionare ed il ministro Speranza apostrofato con ripetuti “Bleah”, espressione fumettistica di disgusto. Fino all’insulto a Liliana Segre. E tutto è messo in onda e sulle prime pagine.

 

Poi arriva lui, l’onnipresente Massimo Cacciari, il cottimista dei salotti tv dei pareri universali; il pensatore che manifesta fastidio fisico e tricologico sul pensiero di chiunque sotto la sua lente, in cui non ce n’è uno che ne abbia fatto una giusta, tranne lui, si desume, giacché lui è quello che assegna i voti. Cacciari, nella foga di mantenere vivo il suo standard dell’eccesso, per scongiurare effetti di assuefazione, spara una provocazione al giorno, ieri, sull’argomento della mobilitazione democratica dei sindacati dopo l’assalto fascista alla CGIL, ha detto: “il fascismo non esiste”.

 

Roba che somiglia molto a quell’altra frase ripetuta da alcuni dopo che avevano ammazzato Falcone e Borsellino: “la mafia non esiste”.

La chiudo con Berlusconi di cui, stampa e social, riportano una frase intelligente: “eroe è chi blocca un treno per Aushwitz, non un porto per il green-pass”. Giusto!

 

Peccato che non tutti ricordano che per Berlusconi erano eroi anche i parlamentari che votarono per la nipote di Mubarak, quelli che cantarono l’inno di Mameli sulla gradinata del tribunale di Milano contro i giudici che lo giudicavano, e anche quando diede ragione a Dell’Utri che definì eroe, Mangano, il suo stalliere mafioso, forse perchè seppe tenere la bocca chiusa. In questi giorni sono in corso le votazioni per il rinnovo degli organi, regionali e nazionali, dell’Ordine dei giornalisti.


Più che un voto è una speranza.

 

Giovannimaria – Mimmia - Fresu

giornalista pubblicista presso Politiche sociali e immigrazione

 

28 Ottobre. Crisi afghana. I diritti, la dignità e il coraggio delle donne.


 


 

Giovedì 28 Ottobre 2021 dalle ore 17:30 alle ore 19:00.

 Durata 1 h 30.

Evento di Arci Immigrazione, Arci Solidarietà Lecce Soc. Coop. 

 Pubblico  · Chiunque su Facebook o fuori Facebook

 

Festival Sabir VII Edizione
Le frontiere dei diritti e la pandemia
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Crisi afghana. I diritti, la dignità e il coraggio delle donne

La libertà e la vita delle donne afgane sono fortemente compromesse da quando i talebani hanno ripreso il potere.

Cosa accadrà ora? L’accesso alla scuola sarà ancora possibile? Le donne potranno continuare a lavorare? E una banale passeggiata in solitudine sarà una chimera?

 

L’incontro si pone l’obiettivo di mettere al centro l’importante questione femminile nei luoghi di guerra/conflitto (non solo in Afghanistan) e in quelli in cui vigono regimi particolari.

In Afghanistan, quale futuro si prospetta per le donne e quali anticorpi sono stati sviluppati, singolarmente e/o in associazione per superare il pericolo di un futuro privato dei più elementari diritti delle persone, in particolare quelli delle donne?

Introduce: Chiara Volpato Coordinamento Donne Acli

 

Giovedì 28 Ottobre 2021
Ore 17:30
Palazzo del Governo

Prenotazione obbligatoria su urly.it/3f-d- 
Per accedere alle sale è indispensabile il Green Pass.

Festival Sabir - Lecce
 VII Edizione
28\29\30 ottobre 2021


 Contatti
 Sito: www.festivalbit.it  Facebook: FestivalSabir
Instagram: SabirFestival  Mail: segreteria@festivalsabir.it
 Organizzato da Arci nazionale insieme a Caritas Italiana, AcliAssociazioni cristiane lavoratori italiani e CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
In collaborazione con Associazione Studi Giuridici Immigrazione, Associazione Carta di Roma e UCCA - Unione Circoli Cinematografici Arci
~ Media partner Rai Radio 3
Con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Rai per il Sociale
#Sabir2021 #FestivalSabir

 

 

Insularità, è svolta: legge in Senato.


 


 

La battaglia per l'Insularità è arrivata al punto di svolta. Ieri, a tre anni dall'approdo in Parlamento, è stata calendarizzata per giovedì 28 ottobre la discussione in Aula al Senato della proposta di legge di iniziativa popolare (duecentomila firme raccolte) per il reinserimento del principio in Costituzione. Intanto il Consiglio regionale ha recepito l'accordo Stato-Regione da 574 milioni di euro, 266 proprio per colmare il gap: per l'assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino «abbiamo ottenuto dal Governo qualcosa di fondamentale, cioè il primo riconoscimento della condizione di insularità».

 

In programma. Il testo che l'Aula di Palazzo Madama esaminerà tra poco più di una settimana prevede l'aggiunta di un comma nell'articolo 119 della Carta: «Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità e dispone le misure necessarie a garantire un'effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili».

 

La norma aveva superato il 27 ottobre di un anno fa l'esame della commissione Affari costituzionali del Senato. Dodici mesi di silenzio che hanno spinto, nei giorni scorsi, i membri della commissione speciale Insularità del Consiglio regionale a lanciare un appello-ultimatum per accelerare i tempi dell'iter legislativo: «Lo Stato è consapevolmente sordo, al punto che sta creando le condizioni per una vera e propria Sardexit».

 

Ora lo Stato ha deciso di ascoltare. «Un nuovo inizio» «Abbiamo atteso a lungo e ora abbiamo finalmente una data», ha commentato Michele Cossa, presidente della commissione speciale e tra gli artefici più importanti di questa lunga battaglia, «la Sardegna merita di riconquistare quell'attenzione che per troppo tempo le è stata negata. L'auspicio è di poter segnare il "punto zero" della ripartenza, per festeggiare un nuovo inizio che non può più prescindere dal riconoscimento della condizione insulare».

 

Il consigliere dei Riformatori ha ricordato «la straordinaria mobilitazione di cui sono stati capaci il popolo sardo, la politica nella sua interezza e senza distinzioni, l'associazionismo e il volontariato, il mondo accademico, dello sport, dell'università, della cultura». Senza dimenticare «la grande compattezza e lo spirito di collaborazione con cui su questo tema, sin da subito, hanno lavorato tutti i senatori sardi». Ora, ha detto Cossa, «contiamo, con lo stesso entusiasmo, di portare a casa il risultato più atteso: la consacrazione del principio di insularità in Costituzione che fisserà un limite inderogabile per il legislatore, obbligandolo a tenere conto di questo cambiamento in tutti i suoi atti».

 

L'accordo. L'intesa appena siglata dalla Regione con il Governo vale 308 milioni di risparmi sui contributi alla finanza pubblica spalmati nei prossimi quattro anni, a cui vanno aggiunti 266 milioni dedicati al superamento del gap (66 per l'anno in corso, 100 per il 2022 e 100 per il 2023). Le opposizioni sono state critiche per il fatto che il Consiglio non sia stato informato in tempo dei termini di un accordo che lo Stato ha stipulato anche con Friuli Venezia Giulia e Sicilia.

 

Cesare Moriconi (Pd) ha ricordato che il presidente del Friuli, Massimiliano Fedriga, ha ritenuto di dover anticipare alla massima assemblea friulana i dettagli di un patto che, solo successivamente, firmerà con il Governo nazionale e che consentirà un risparmio di 2 miliardi e 4 milioni di euro nei prossimi cinque anni. «Un'informativa», ha spiegato il dem, «sfociata in un odg approvato all'unanimità che autorizza il governatore Fedriga a stipulare, ma soprattutto ribadisce la centralità dell'Assemblea legislativa».

 

Le critiche La stessa cosa non è accaduta in Sardegna dove «Solinas ha ritenuto di dover solo informare il Consiglio con la solita diffusione di un comunicato stampa, e del documento firmato, ovviamente, nemmeno l'ombra delle bozze».

 

Anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha stigmatizzato il metodo di comunicazione. Ad ogni modo, per il progressista, «si tratta di un accordo al ribasso: si parla di costi connessi all'Insularità, per ora queste risorse annuali stanziate dal Governo coprirebbero appena i costi dei soli abitanti di Quartucciu o di Tempio. Si tratta insomma di una piccola concessione. Sembra la solita partita di giro, sono somme che ballano. La rivendicazione va molto più avanti, le altre regioni sono più organizzate di noi e in queste ore stanno portando avanti la loro battaglia».

 

Roberto Murgia.

 

 

Articolo “Unione Sarda,” 21.10.2021

Federico Marini

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mercoledì 20 ottobre 2021

(20 Ottobre 1947) Negli Stati Uniti, la Commissione per le attività anti-americane inizia la sua caccia alle streghe


 

(20 Ottobre 1947) Negli Stati Uniti, la Commissione per le attività anti-americane inizia la sua caccia alle streghe nell’ambiente di Hollywood. L’accusa più pericolosa è di appartenenza al partito comunista. Tra i primi a denunciare molti autori e registi è addirittura Walt Disney, un nome che, per la sua attività cinematografica, apparirebbe insospettabile. Tra le vittima illustri della commissione vi è anche Charlie Chaplin. Il popolarissimo attore in quel periodo è in viaggio in Europa, ed al suo rientro si vedrà rifiutato il visto per ritornare negli Stati Uniti, la terra delle libertà.

 

Walt Disney testimoniò il 24 ottobre 1947 davanti alla Commissione per le attività antiamericane; nell'interrogatorio parlò dello sciopero avvenuto durante la lavorazione del film Dumbo, ma a sua volta fu sospettato di essere comunista. Era proprio questo il meccanismo che faceva partire le delazioni: accusare il presente, affinché arrivasse a denunciare dei suoi collaboratori, spesso facendo ricordo a mere supposizione che a fatti provati.

 

Altri nomi famosi di Hollywood, come Edward Dmytryk ed Elia Kazan (il regista de “Fronte del Porto”) furono obbligati a denunciare i propri colleghi. Furono interrogati anche Robert Taylor, Louis B. Mayer, Adolphe Menjou e Gary Cooper. Il compositore di colonne sonore Elmer Bernstein fu messo nella condizione di non lavorare sotto inchiesta, e come conseguenza Marilyn Monroe, moglie dello scrittore, più alle produzioni di primo livello. Anche Arthur Miller (scrittore, autore, tra le altre opere, di “Morte di un commesso viaggiatore”) finì chiese aiuto a John Fitzgerald Kennedy, il cui fratello Robert era il braccio destro di McCarthy.

 

Il Partito Comunista degli USA era una formazione combattiva, a cui guardavano con simpatia molti intellettuali, ma sostanzialmente ininfluente rispetto al rigido bipolarismo statunitense. Non era certo questo piccolo partito (peraltro già abbondantemente infiltrato dall'FBI) l'obiettivo di McCarthy, bensì qualsiasi atteggiamento critico verso l'ordine costituito. E chiunque avesse un tale tipo di comportamento era automaticamente definito "comunista", e come tale la sua vita personale, la sua carriera e la sua vita pubblica doveva essere rovinata.

 

L'FBI controllava da tempo le principali biblioteche del paese, schedando tutti coloro che visionavano o prendevano in prestito libri considerati "sovversivi"; ma, soprattutto, aveva avviato un dettagliato programma investigativo su tutti gli impiegati dell'amministrazione pubblica, servendosi di testimonianze provenienti da fonti anonime che i sottoposti all'indagine non erano in grado di identificare o con cui non potevano confrontarsi. E così McCarthy aveva una cospicua base documentaria su cui impostare il proprio lavoro, il cui aspetto più rilevante - e di maggior impatto mediatico - erano le audizioni condotte in Senato.

 

Dopo aver rovinato diversi artisti (e non solo), la caccia alle streghe di McCarthy fu conclusa, e questa pagina oggi come oggi è considerata tra le più nere della storia degli Stati Uniti. Si considera che il maccartismo abbia avuto termine nel gennaio del 1955, quando Joseph McCarthy si dimise dalla presidenza della commissione parlamentare d'inchiesta a seguito di una mozione di censura contro di lui votata dal Senato; la mozione era stata presentata in seguito ad una campagna che egli aveva condotto contro alti gradi dell'esercito, che accusava di simpatie comuniste. Il senatore aveva toccato delle persone troppo in alto, sin quando si trattava di attori, giornalisti o cittadini senza particolari funzioni era un conto. Tuttavia, attaccare l’esercito dimostrò come tutta la sua opera era basata sul fanatismo, e sull’intenzione del senatore di mettere in luce la sua persona.

 

Il termine maccartismo è oggi utilizzato per i fenomeni di pressioni di massa, persecuzioni e schedature utilizzati per instillare il conformismo con il credo politico prevalente. L'opera teatrale Il crogiuolo di Arthur Miller, scritta durante l'era di McCarthy, utilizzò il processo alle streghe di Salem come metafora del maccartismo degli anni cinquanta, suggerendo che un tale processo di persecuzione può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Il romanzo distopico Fahrenheit 451, di Ray Bradbury (1953) tratta anch'esso lo stesso tema generale.

 

Anche dopo l'era di McCarthy, le paure di nuove forme di persecuzione maccartista si sono rinnovati. Ad esempio, nel 2003, sorse l'intolleranza contro gli appartenenti all'industria cinematografica e televisiva, tra le altre, che si opposero alla guerra in Iraq. Molti furono accusati di essere "antiamericani" o "non patriottici" aver semplicemente espresso punti di vista opposti a quelli del governo.


Sa babbaiola

S’Istoria sarda in limba sarda. Di Francesco Casula.

  In unas cantas pimpirias, in televisione, apo contau s'istoria  sa literadura, sa poesia sarda.  - in sa de tres chistionende de s ...